26 Gennaio 2017

Guarire, sognare e negazione

By ViS

no-1532826_640Ci sono guaritori spirituali che enfatizzano la qualità d’amore del cuore e quelli che parlano più della compassione del puro prana che pulisce. È il respiro che agisce come canale per la guarigione e, quando diventiamo il nostro respiro, non c’è identità individuale, ma un flusso continuo tra il nostro corpo vitale finito e la forza vitale infinita. Più diventiamo il nostro respiro meno ostacoliamo il flusso dell’infinita compassione, che non è semplicemente il mio amore ma l’amorevole tristezza dell’universo per tutte le sue creature create. Al livello più elevato del lavoro di guarigione non è appropriato dire: “Io sono un canale”. Solo quando io non sono, allora la guarigione avviene; quando io non sono, allora l’universo è, Dio è, l’amore è. Questo è lo snodarsi dell’8.

La maggior parte del curare, tuttavia, lavora proprio con il canalizzare e sognare, che sono espressioni differenti dell’impegno nel processo di vita e del suo flusso energetico. Nel canalizzare senti come se l’energia passasse dentro di te. Qualche volta è un flusso d’energia relativamen­te puro, che ha il suo proprio potere curativo, e qualche volta è usato come un mezzo per canalizzare informazione che può essere curativa o manipolatoria. È questa informazione che diventa il contenuto dei so­gni. Curare attraverso la canalizzazione corrisponde al Corpo Pranico e richiede che tu ti metta nello stato del sogno, mentre simultaneamente resti attento alla qualità del contenuto quando ti arriva. Per questa que­stione della qualità hai bisogno d’imparare come dire “no” al contenuto pur permettendo all’energia di muoversi; è una sorta di filtraggio. Dire “no” è negativo e il negativo è morte. La morte è il ripulire dal superfluo, un’esecuzione ripulente, curativa, purificante.

Dire “no”

Dire “no” è eseguire ed eseguire è essere esecutivi.

  • Pratica il dire “no” in modo da rispettare te stesso e gli altri, come an­che invitando gli altri a rispettare se stessi e te.
  • Pratica il dire “no” per negare metodi, azioni e credenze inappropriate (tue e degli altri), ma non l’essenza di chi siamo davvero.
  • Pratica il dire “no” in modo da rivelare l’integrità piuttosto che na­sconderla; questo si chiama eliminare per illuminare.
  • Pratica il dire “no” alle aspettative delle persone su di te, ma non in modo da impedirti di condividere.
  • Lingenuità è l’assenza di una negatività colta, mentre la saggezza è la pre­senza di un’innocenza pura ma potente e colta (come il linguaggio del nu­mero 2 e 8). La saggezza non è come la conoscenza; non si accumula ma svuota e distrugge l’irreale. Essere negativo non è solo sconvolgere i tuoi amici ed essere inappropriatamente critico. Piuttosto può voler dire che cessi di cooperare con l’abuso fisico, emotivo o mentale, che questo arrivi nella forma e contenuto di religioni, politica, norme culturali o altrimenti.

La vita è un continuo processo di disintossicazione

Proseguendo quanto detto sopra, il lavoro d’imparare a dire “no” è davvero un modo per impegnarsi in una auto-disintossicazione quotidiana. “No” ripulisce e distrugge. Tu puoi essere preoccupato dell’auto-distruzione, ma suggerirei che l’auto-distruzione è l’internalizzazione della negazione di te da parte di altre persone. Dire di “no” ad altri è affermare te stesso e, inol­tre, sarebbe impossibile dirlo se non ci fosse prima di tutto un aspetto più di base ed essenziale di te stesso che presta il suo supporto. Pertanto, dire di “no”, quando non è il “no” programmato di qualcun altro, è mantenere e rinforzare la tua propria integrità. È un modo per rompere l’attaccamento della dipendenza. Il sapere come usare il “no” è dare potere a se stessi.

Tratto da: Lasciati guidare dai numeri, la scienza spirituale della numerologia, Shiv Charan Singh