13 Dicembre 2020

Fede o motivazione?

By ViS

Le nostre esperienze future sono influenzate dai pensieri che hanno un ruolo importante, in quanto contribuiscono a creare la realtà di domani. Talvolta non ci si rende conto che basterebbe evitare un determinato comportamento per risolvere la situazione, senza lasciare che gli eventi ci travolgano. Se riusciamo a mettere a fuoco ciò che desideriamo esattamente, entriamo nello stato emotivo che conduce verso la realizzazione dell’obiettivo perché sappiamo di volere una cosa e cosa fare per ottenerla. Questo stato di cose, o scopo, viene chiamato motivazione.

carboni

E’ con la motivazione che raggiungiamo un risultato, con sofferenza o gratificazione, in direzione della nostra meta. Il nostro compito è scoprire che cosa ci motiva, da quale direzione arriva il desiderio e quanto è intenso, per questo occorre concentrarsi su quello che stiamo facendo e perché. Le emozioni ci spingono verso gli obiettivi, stimolano e convogliano verso il traguardo. Essere motivati significa svegliarsi al mattino con il sorriso sulle labbra, essere felici di intraprendere un nuovo compito, non sentirsi stanchi e privi di energia, e affrontare le situazioni piü estreme. Solitamente siamo portati a ridimensionare i risultati ottenuti, i traguardi raggiunti, a dare tutto per scontato pensiamo che gli altri riescono a creare e a realizzare successi che noi non riusciremmo mai a ottenere. Tuttavia l’ingrediente principale per affermarsi nella vita è avere fede, la fede non comprende solo la religiosità ma è la forma di padronanza che conduce verso i nostri traguardi. Che abbiamo fede politica o religiosa, qualsiasi pensiero permeato dalle nostre emozioni si traduce in un atto di volontà verso di essa, pertanto siamo spinti ad agire di più. Conosciamo tutti che cosa sia l’intenzione ma non sappiamo come utilizzarla, non è sufficiente dire io ho l’intenzione di… per far in modo che la forza-pensiero abbia la sua efficacia. Occorre esprimere nella mente ciô che vogliamo, immaginare che sia già nelle nostre mani e unire le emozioni connesse alla richiesta. Anche la preghiera è una forma di intenzione, infatti noi cerchiamo di pregare ma non nel modo giusto, per questo le nostre preghiere non arrivano a destinazione. L’atto di pregare non è il recitare una frase ispirata dal ricevere l’aiuto richiesto, ma cercare di generare, sia con il cuore che con la mente, una intenzione per comunicare con Dio, prendendo coscienza di ciò che desideriamo ricevere con quella richiesta. Molti pregano per raggiungere dei risultati (miracoli), non per fede o per lasciare che il soffio del divino raggiunga il nostro animo. Dobbiamo immaginare, prima di pregare, come se avessimo Dio dentro il nostro cuore, avere il cuore pieno di gioia e amore, solo in questo modo la nostra intenzione Lo raggiungerà e coglierà la nostra supplica. Non è il numero delle preghiere che ci permette di arrivare a Dio ma la forma e la qualità di essa. La ricetta dunque si completa unendo intenzione, ripetizione, pensieri positivi, ed emozioni che danno luogo a una forma di ipnotismo il quale ci permette di influenzare noi stessi.

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