24 Novembre 2017

Curriculum e lavoro (seconda parte)

By ViS

lavoro-1Chiara Sonaglioni, responsabile della selezione del personale di Lamborghini, dice che “il curriculum classico è ormai superato, oggi lo si richiede sempre di più in formato digitale, o un videocurriculum. Per questo non credo che affidarsi a un esperto di scrittura di curricula faccia la differenza, almeno per quanto riguarda la nostra azienda. Basta che sia semplice, chiaro e sintetico, e che metta in evidenza le competenze caratterizzanti della persona: per tutto il resto c’è il colloquio, che in Lamborghini è ancora un passaggio fondamentale”.

Dalla Ferrero invece dicono che “il curriculum ha ancora un’importanza fondamentale nel percorso di selezione: è il primo biglietto da visita con cui ci si presenta all’azienda, anche se i nostri selezionatori usano molto anche LinkedIn. Ogni anno riceviamo decine di migliaia di curricula: nella selezione dei giovani diamo particolare rilievo al voto di laurea e a eventuali esperienze professionali, anche se di breve durata”.

La ricerca di lavoro su Facebook
Vecchio o no, il curriculum per cui ho pagato un professionista ormai è bello e pronto, per cui comincio a inviarlo alle principali case editrici italiane e lo uso per iscrivermi a diverse agenzie del lavoro online. Intanto, spulcio i siti di annunci che contengono offerte di lavoro e creo un profilo su LinkedIn.

Sempre con il nome di Alessia Simoni mi iscrivo ad alcuni gruppi Facebook di ricerca lavoro, anche per chiedere consigli ad altri giovani nella mia situazione. Diverse ragazze mi parlano di network marketing o multilevel marketing, raccontandomi di aziende che permettono a chiunque di diventare un venditore e crearsi una propria rete di clienti a partire dai propri amici e parenti. L’esempio classico è quello dei prodotti per l’estetica e la cura del corpo – creme, profumi, trucchi.

In questi casi, per cominciare l’attività, quasi sempre bisogna comprare un kit di campioni, pagando dai 20 ai 150 euro. Le ragazze con cui parlo mi spiegano che “è un investimento irrisorio” vista la serietà delle aziende in cui loro stesse lavorano, “i soldi si riprendono molto in fretta”, e quasi tutte ripetono le stesse frasi: “I prodotti si vendono da soli, all’inizio ci vuole pazienza per crearsi la propria rete ma poi i risultati arrivano, non c’è niente da perdere e tutto da guadagnare”. Per convincermi parlano di ricavi che crescono in maniera progressiva, bonus carriera, e una di loro promette anche un’auto aziendale completamente gratuita.

Informandomi scopro che il network marketing può nascondere alcune insidie: “Bisogna saper distinguere tra due tipi di network marketing”, spiega Marco Fattizzo. “C’è il network marketing fine a se stesso, che mira a vendere solo il kit iniziale a più persone possibile, e poi ci sono le aziende serie che puntano invece a vendere i propri prodotti. Solo un 10 per cento degli annunci andrebbe preso in considerazione, le ditte affidabili sono poche e sempre le stesse. È importante quindi fare una ricerca approfondita su internet, avere una persona fidata che ti inserisca nel giro e controllare anche sul sito dell’agenzia delle entrate da quanto tempo esiste l’azienda e dove si trova la sede”.

Nei vari gruppi Facebook di ricerca lavoro a cui mi sono iscritta, conosco anche ragazzi e ragazze che cercano altri tipi di lavoro. Elisabetta ha 24 anni, è di Taranto e mi racconta che negli ultimi mesi ha mandato moltissimi curriculum, usando soprattutto i siti di annunci e LinkedIn: “Il mio lavoro era cercare lavoro. Guardavo ovunque, ma ho capito che su Facebook non si trovano offerte serie. Anche a me hanno proposto di fare la venditrice di prodotti di bellezza, ma prima mi hanno chiesto un investimento di 120 euro per un kit. Ovviamente ho rifiutato. Altri offrono posti da front office o da back office, e poi quando vai al colloquio scopri che è un posto da venditore o da venditrice porta a porta”.

Fattizzo conferma che “capita molto spesso che al colloquio il candidato scopra che la posizione è diversa da quella proposta nell’annuncio. Di solito si tratta di aziende che cercano venditori porta a porta e che prenderebbero chiunque, ma per avere più candidature scrivono nell’annuncio che si tratta di un posto da segretaria o magazziniere”.

lavoro-Ci sono inoltre aziende che promettono una posizione lavorativa stabile e ben retribuita e poi al colloquio precisano che prima è necessario frequentare un corso di formazione a pagamento oppure che prima dell’impiego bisogna fare un tirocinio non retribuito. “Il problema è che spesso ti lasciano intendere che dopo il corso o lo stage l’assunzione è assicurata, anche quando non è affatto così”, spiega Fattizzo. “Nell’annuncio le condizioni non vengono specificate in maniera chiara, sembra un’offerta di lavoro a tutti gli effetti”.

Tratto da: www.internazionale.it