23 Novembre 2017

Curriculum e lavoro (prima parte)

By ViS

I videocurriculum sono sempre più usati dalle grandi aziende

curriculumI costi vanno dai 30 ai 200 euro, così ho contattato alcuni di questi siti per chiedere come mai ci fosse tutta questa differenza di prezzo. Mi hanno risposto che dipende da quanto è qualificato l’esperto, ma soprattutto da quali servizi si vogliono includere oltre alla scrittura del curriculum: colloquio telefonico o di persona, scrittura della lettera motivazionale, traduzione in altre lingue, revisione del profilo LinkedIn o seduta di counseling.

Quando però ho chiesto se ci fossero dei dati per capire quanto fossero davvero efficaci tutti questi aiuti, nessuno mi ha saputo rispondere. Uno degli esperti che ho contattato usando l’identità di Alessia Simoni – uno psicologo del lavoro, esperto di scrittura curriculum – mi ha spiegato che “non si possono avere statistiche precise perché contano diversi fattori: quanto l’offerta di lavoro è adatta al candidato, come ci si pone al colloquio, se c’è qualcuno più preparato… Noi facciamo una parte del lavoro, il resto dipende dagli stessi candidati”.

Un professionista per il curriculum
Dopo qualche giorno ho deciso di ricontattarlo. Gli ho inviato il mio curriculum per una prima consulenza gratuita e lui mi ha risposto che “indubbiamente necessita di un intervento”. Ma per intervenire bisogna pagare. Così pago 35 euro e vado avanti.

Per prima cosa c’è un colloquio telefonico di un’ora, dove l’esperto mi chiede: “Che tipo di lavoro stai cercando? Il curriculum si scrive in modo diverso a seconda del ruolo a cui aspiri”. Poi mi sconsiglia il formato europeo: “Molto meglio optare per un formato personalizzato, ma sobrio. È importante che il selezionatore si ricordi di te, quindi inseriamo anche una tua foto”.

Il curriculum è analizzato punto per punto: “Ti devi domandare quali abilità ti hanno lasciato le varie esperienze che hai avuto, e poi devi metterle in evidenza”. Ci salutiamo rimanendo d’accordo che dopo un paio di giorni mi avrebbe mandato via mail il curriculum riscritto. Due giorni dopo, puntualissimo, arriva: ha una grafica curata, è più ordinato ed emergono con chiarezza attitudini e interessi. Con il curriculum mi invia anche una revisione della lettera motivazionale, scorrevole e accattivante.

Vale quindi la pena di pagare per un servizio di questo tipo? Secondo Marco Fattizzo, esperto di risorse umane a capo del sito Euspert e del blog BiancoLavoro, “i pochi che in Italia usano servizi di scrittura professionale del curriculum hanno risultati eccezionali, tanto è vero che negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è una pratica ormai consolidata”.

La pensa diversamente Gabriele Morandin, direttore del master in Human resources and organization della Bologna business school: “Non mi sentirei di consigliare questi siti ai giovani in cerca di un lavoro”, dice. “L’utilità è modesta, visto che il curriculum tradizionale sta ormai andando in pensione”.

Tradizione o innovazione?
Morandin non è il solo a pensare che oggi il curriculum classico sia destinato a sparire. Le grandi aziende stanno cambiando il modo in cui ricercano il personale. “I videocurriculum sono sempre più usati e per un selezionatore un video di autopresentazione caricato su LinkedIn può fare la differenza”, spiega Gabriele Morandin. “Ma la vera rivoluzione è quella dell’intelligenza artificiale: si stanno affermando algoritmi capaci di analizzare le espressioni, le parole usate, gli atteggiamenti, e di formulare previsioni sulle probabilità di successo di un candidato”.

Anche lo smartphone sta diventando parte integrante del processo di selezione del personale, attraverso giochi digitali che valutano la capacità di concentrarsi sotto pressione e la reattività: “Aziende come Unilever e Vodafone stanno puntando moltissimo sulla cosiddetta gamification”, racconta Morandin. “Il curriculum tradizionale è sempre meno usato, ecco perché consiglierei ai giovani di non focalizzarsi solo sulla forma e di impegnarsi di più sulla sostanza: meglio fare esperienze che li differenzino e che li facciano emergere dalla massa. Il mantra è stand out from the crowd, distinguiti”.

(CONTINUA)…

Tratto da: www.internazionale.it