18 Giugno 2017

Chi dipende dall’alcool è assillato dai sensi di colpa

By ViS

adult-1866883_640L’automobile percorre il ponte, la nebbia dell’alcool, la confusione mentale e la strada dissestata dirigono Laura nella corsia opposta. La collisione con l’altra vettura: l’auto si capovolge, il frastuono nella notte, i pensieri che in quell’istante attraversano lamente; momenti di panico e al tempo stesso di stupore per essere ancora viva. Mentre è distesa sul lettino dell’ambulanza, Laura rivedea sua vita, la sua inadeguatezza, l’inconsapevolezza del meccanismo di autolesionismo innescato dagli eventi, l’insoddisfazione per il suo ruolo di madre e moglie, la sottile sensazione di allontanamento dalvivere la vita nel modo giusto.  I sensi di colpa si fanno largo tra i suoi pensieri, non è riuscita a preservare suo figlio come doveva, le preoccupazioni per Alberto la straniscono. La situazione precipita. La sua vita sempre di corsa divisa tra gli impegni e la sua condizione di donna la destabilizza, la stressa, non riesce a trovare una via di fuga. Laura è insoddisfatta, è stanca dei rimproveri del marito che le imputa la mancanza di responsabilità per suo figlio. Adesso, quello che le dà un po’ di pace è il whisky. Comincia a bere un bicchiere a sera, pensando di poter smettere quando vuole, ma non è così. Man mano inizia a bere sempre di più.

«Laura, ti rendi conto di ciò che stai facendo? Sembri un’alcolizzata! Non sopporto di vederti in questo stato! Per favore, per amore della nostra famiglia, andiamo a parlare con degli esperti che possano aiutarti, io conosco il responsabile dell’associazione alcolisti anonimi, in questo modo potrai controllare l’assunzione di alcol».

«Non sono un alcolizzata, posso smettere da un momento all’altro, basta che io lo voglia, poi qualche bicchiere di whisky mi aiuta a non pensare?».

«Guardati, non riesci neanche a stare in piedi, sei un pericolo per Alberto! Forse non ti sei resa conto che, esponendolo a degli sbalzi termici, sensibile com’è, poteva ulteriormente aggravarsi; cos’altro combinerai se continua a starti vicino? Non sei lucida e nella condizione di badare a un bambino. Basta! Adesso vado via di casa e porto nostro figlio con me».

Liberarsi dalle dipendenze non è facile, i primi tempi furono duri per Laura, l’astinenza la mandava in crisi e il desiderio di bere era così forte da mordersi le labbra. Chi dipende dall’alcool è assillato dai sensi di colpa per se stesso e per chi gli è accanto. Il profumo del whisky inebria, offusca la mente; Laura non beve per il sapore in sé ma per le emozioni, sente la gioia che viene da dentro, non si spiega il perché ma l’euforia che percepisce l’allontana dalla realtà. Lo scopo del bere diventa la cosa più importante della sua vita, per cercare di evadere, di avere sollievo un momento, ma per ironia della sorte, più si assume alcol, più il corpo si abitua a quella sostanza e ne vuole sempre di più. Trovare una soluzione per smettere di bere era il suo obiettivo principale ma il suo tormento era di non poter più ricongiungersi con Alberto e suo marito.

Per Laura il tempo era tiranno, i mesi trascorrevano velocemente e la sua sete di whisky era ancora viva. I suoi incontri con gli alcolisti anonimi la aiutavano, ma il suo problema l’attendeva alla porta di casa, tra solitudine e disperazione le veniva facile attaccarsi alla bottiglia e dimenticare per un attimo la sua condizione. Una notte, durante un sonno tormentato, Laura sognò suo figlio che le diceva: «Mamma, per smettere di bere devi sostituire l’etichetta della bottiglia con una mia foto e vedrai che funzionerà, perché ogni volta che cercherai di bere noterai la mia foto e non berrai, se mi vuoi davvero bene!». La mattina seguente Laura si alzò all’alba, sostituì tutte le etichette delle bottiglie con la più bella foto di suo figlio così come il sogno le aveva suggerito…

Tratto da: Nuvole sotto il cappello, Riscopri la Tua Vita, Vito Saragaglia.

nuvole

NUVOLE SOTTO IL CAPPELLO, RISCOPRI LA TUA VITA

Attraverso alcune vicende di vita vissuta, invito il lettore a riflettere sugli esempi riportati e, apprendendo dai propri e altrui errori, a vivere la vita con più consapevolezza di sé e nel modo migliore possibile. La domanda che tutti mi fanno è appunto questa: ‘Sei riuscito a cambiare la tua di vita?’. Questa è una bella domanda e voglio rispondere con le stesse parole che ho rivolto agli amici, a tutte le persone che mi hanno posto il medesimo quesito: per riuscire a cambiare vita occorre, innanzitutto, predisporsi con un atteggiamento mentale positivo, con gioia di vivere, ma la regola fondamentale è quella di far accadere le cose evitando di stare solo a guardare come degli spettatori.” (dall’Introduzione).